Ho nostalgia.

Nostalgia di ciò che non ho mai conosciuto personalmente ma che mi parla come se fosse accaduto ora, come se accadesse sempre. 

Nostalgia di certi leaders che vedono il futuro e indicano la strada.

Nostalgia di persone schiette e vere che dicono parole chiare . Nostalgia di idee di giustizia e libertà.

Sento nostalgia di certo candore, di una moralità, di una austerità, di un senso dello Stato che è lontano secoli e secoli che sembra non tornerà più.

E mentre nuovi leaders ridisegnano cosa può essere il futuro… Mentre la scena politica mondiale cambia in continuazione in maniera imprevista… l’Italia si ripresenta sempre più uguale a se stessa, sempre più chiusa nel suo guscio meschino di paure. La sinistra divisa tra fazioni interessate solo al potere è culturalmente vecchia, priva di visione del futuro, incapace di disegnare una alternativa alla paura. 

L’errore del leaders della sinistra italiana è stato confondere la fine delle ideologie con la fine degli ideali e, soprattutto, delle idee.

Abbiamo candidato capolista alle ultime elezioni gente presa dal nulla, che aveva ”come unica esperienza da offrire la propria totale inesperienza”, quando ci sono tanti giovani militanti intelligenti che fanno politica da anni e meritano di sedere in parlamento. Si è pensato di costruire un grande acchiappa-tutti che, per non scontentare nessuno, non sa di nulla e quindi non piace davvero a nessuno…

Eppure l’Italia ha necessità impellente di una “rivoluzione democratica”, senza armi ma con le idee e gli ideali di giustizia e libertà, di solidarietà… e di onestà.