Si sono dette tante cose sul Nord e sulla Lega Lombarda. Tante cose tutto sommato giuste e scontate: la sinistra non capisce il nord, la lega è diventato il primo partito, il centro-destra doppia il PD. Tutto corretto e vero. Quello che però nessuno dice è che dopo 15 anni di DOMINIO di Berlusconi-Bossi, la Lombardia è irriconoscibile: aziende vecchie, mentalità stagnante, egoismo diffuso, razzismo e provincialismo. Dov’e’ finita la “città piu europea d’Italia”, la zona più sviluppata del Paese, la “capitale morale”, etc…?

Ingoiata nel fallimento del centro-destra.

Ma il centro-sinistra non ne approfitta. Anzi. Non ha l’intelligenza e la visione per proporre soluzioni concrete e vere, per parlare ai cittadini e dei cittadini, per rompere la spirale di rancore e paura della globalizzazione e del mondo che la destra propone. Non conosce il territorio.

Sono appena tornato da Varese, la mia città. Non ricordo di aver mai registrato una disoccupazione così alta, tutto arranca: i lavori publici, le assunzioni, la crescita economica. Le aziende grosse delocalizzano e quelle piccole chiudono mentre nessuna delle due fa innovazione e ricerca. Ci si illude di andare avanti producendo beni tradizionali e usando in maniera irrazionale le risorse (prima di tutto quelle umane). Ci sono pochissimi lavori per laureati e quasi nessuno parla le lingue.

Milano o la Svizzera. Se si vuole evitare di finire in qualche azienda familiare, piccola o grande, con prospettive di crescita incerte in mercati tradizionali, l’unica soluzione è fare il pendolare (l’insostenibile Milano-laghi o i treni, sempre in ritardo) per andare a Milano dove se si è fortunati si può lavorare per qualche multinazionale. O fare il frontalieriere, Lugano è un centro finanziario importate e al momento prospera grazie alle banche e al denaro di russi & C.

Questa zona, la Pedemontana, trattiene comunque  risorse economiche, sociali e culturali rilevanti a livello europeo: è da sempre, insieme a qualche Land tedesco, in cima alle classifiche delle zone più densamente popolate, piu ricche e produttive d’Europa. E’ sempre stata un passo più avanti del resto d’Italia, aperta al mondo e vicina alla cultura Europea.

La verità, però, è che la Pedemontana è in declino. Un declino previsto, lento e contraddittorio ma apparentemente inarrestabile. L’unica vera risposta a questo declino l’ha data fin dagli anni ‘80 la Lega. 

Sarebbe lungo dire di che risposta si tratta. Se volete saperne di più leggete il sociologo Aldo Bonomi che da tempo se ne occupa.  Quello che è ora di dire a chiare lettere è che si tratta in buona parte di una risposta fallimentare, un fallimento di leadership e di amministrazione di cui la Malpensa è solo un esempio. Purtroppo il fallimento altrui non implica automaticamente che il PD abbia invece la risposta giusta al declino di quest’area così imporatante. Ma come ha dimostrato la vittoria di Penati alle amministrative di Milano o quella piu recente di Variati a Vicenza anche qui, dopo decenni dominati da Berlusconi-Lega, c’e’ voglia di cambiamento, più di quanto lo stesso centro-sinistra creda!

d.monciardini@live.co.uk david